Arte e culturaMiniera sul monte Fondoli (Pfunderer Bergwerk).
Miniera sul monte Fondoli (Pfunderer Bergwerk). La storia del comune di Villandro é
strettamente legata all'industria mineraria da cui
è stata anche caratterizzata. Nel corso della
storia l'attività estrattiva si è
svolta in tre diverse zone, e precisamente sul monte
Lago (Seeberg) sull'Alpe di Villandro, sul monte
Sommo (Samberg) e sul monte Fondoli (Pfunderer Bergwerk).
L'attività mineraria risale presumibilmente
all'epoca preistorica, probabilmente all'Età
del Bronzo. Una miniera d'argento a Villandro è
citata per la prima volta in un documento del 1140
che costituisce anche la prima testimonianza scritta
dell'attività estrattiva nel Tirolo.
Il conte Arnold di Greifenstein fece dono della
miniera al convento di Novacella presso Bressanone
in occasione della sua fondazione nel 1177, l'imperatore
Federico Barbarossa confermò tale donazione.
L'industria estrattiva era assai alta nel XIV secolo
e forniva buoni guadagni. Quando i conti del Tirolo
pretesero il diritto di sfruttamento si arrivò
a grandi tensioni. Il vescovo Niccolò Cusano
cercò di ottenere il diritto di estrazione
nell'intero territorio della diocesi entrando così
in conflitto con il principe del Tirolo, il duca
Sigismondo il Ricco. Si arrivò addirittura
ad azioni di forza.
Un grande capitolo della storia mineraria fu scritto
anche dai Fugger di Augsburg. Essi fecero scavare
nuove gallerie, svilupparono a Chiusa un vivace
commercio e portarono la miniera al massimo della
sua espansione. Si sviluppò un vero e proprio
commercio minerario legato all'estrazione di piombo,
rame ed argento. Nel periodo della Riforma e della
sollevazione contadina intervenne una recessione
che portò infine alla chiusura della miniera.
Con la famiglia Jenner e soprattutto con il dott.
Mathias Jenner parroco di Chiusa, la miniera ebbe
nuovo impulso.
Mathias von Jenner fece erigere nel 1665 con i proventi
dell'industria estrattiva, il convento delle Benedettine
di Sabiona. In seguito la miniera visse alti e bassi,
ma non raggiunse mai più lo splendore dei
suoi tempi migliori.
Nel XIX secolo, con la costruzione della strada
in Val di Tina e di impianti di lavorazione del
minerale si sperò di dare nuovo impulso all'attività
estrattiva.
Le due guerre mondiali, ma soprattutto la grande
inondazione del 1921, portarono l'industria estrattiva
al tracollo totale.
Nel 1943 lo stato italiano decise di chiudere la
miniera per scarsa reddittività.
Oggi si può visitare la miniera lunga 1670
m e situata ad una altezza di 1292 m.