AgrigentoCasteltermini.
Il primo nucleo dell'abitato fu probabilmente il casale
arabo di Chiudìa; il centro attuale venne fondato
nel 1629 da G. Vincenzo Maria Termini.
Nella piazza Duomo, sorge la Chiesa Madre, San Vincenzo
Ferreri, di impianto originario del 1629, rimaneggiata
fino al XIX secolo. Nell'intemo, a tre navate, sono
custoditi due dipinti del palermitano Giuseppe Velasco
, l'Adùltera e la Cacciata dei profanatori
dal tempio; fra le opere scultoree, è una statua
di San Francesco di Paola, di Salvatore Bagnasco.
Nella stessa piazza, sono la chiesa di Sant'Antonino
di Padova e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, non
aperte al culto. Entrambe ad unica navata, furono
edificate: la prima nel 1645, la seconda nel 1767
. Alla fine della via Umberto I, in cima ad una scalinata,
è la chiesa di San Giuseppe, fondata nel XVII
sec. e rimaneggiata nel secolo successivo; all'interno,
opere del Bagnasco, e alcune tele di pittori locali.
Una festa molto caratterìstica di Casteltermini
è quella di Santa Croce o del Tataratà,
l'ultima domenica di maggio: costumi, cavalcate, rullo
di tamburi e combattimenti rievocano le lontane battaglie
tra Arabi e Normanni.