Valle
dell'OlivoAurigo. Aurigo deriva dal latino "apricus",
soleggiato: posto su un crinale al centro della
valle del Maro, all'incrocio degli antichi itinerari
per il passo del Lupo e il colle del Pisso, il paese
è sempre esposto al sole, in ogni ora del
giorno. Il territorio si estende dai 205 metri del
torrente Impero ai 1218 del monte Gaudiabella. La
pieve di Sant'Andrea, in posizione più elevata
rispetto al paese attuale, costituì il primo
centro di aggregazione di Aurigo, quando la popolazione
era sparsa nei cascinali; alla fine del XIII secolo
i conti di Ventimiglia costruirono il castello,
attorno al quale sorsero nuove abitazioni. Distrutto
per due volte (la seconda, definitiva, dai Lascaris
di Tenda nel 1480), fu sostituito nel XVI secolo
dal palazzo dei conti di Ventimiglia e poi dei De
Gubernatis, che lo ristrutturarono nel 1690. L'imponente
mole del palazzo, tuttora abitato ma visitabile,
domina il paese. La pieve di Sant'Andrea è
del XII secolo, ma il bel campanile in pietra a
vista era in origine una torre di avvistamento,
in collegamento visivo con le torri della Colombiera,
di Poggialto e della costa di Caravonica: il sistema
difensivo presidiava il collegamento con la strada
"marenca" per il commercio dell'olio e
del sale. Le strade interpoderili tra vigne e ulivi,
percorribili anche in mountain bike, formano una
rete di una trentina di chilometri attorno al paese.
Camminando per le fasce, lungo i sentieri che portano
alle frazioni, si incontrano i piloni votivi, posti
a protezione delle colture contro le "basure"
(le streghe) e gli spiriti maligni. Il Santuario
di San Paolo, a poca distanza dal paese, è
un edificio medievale rimaneggiato nel XVIII secolo:
all'interno un polittico di Giulio De Rossi (l'unico
presente nella provincia imperiese) della fine del
XVI secolo. Oltre all'olio pregiato, la cucina offre
il pane di Aurigo e i "Panzarelli", fagottini
di pasta lievitata e fritta con ripieni vari. E'
disponibile un'area verde polivalente con campi
da calcetto, tennis e pallavolo.