BormideCarcare. Situata in una conca nella valle della
Bormida di Pallare, la millenaria Carcare oggi è
un moderno centro di produzione di vetri e ceramiche.
Le sue antiche origini sono testimoniate dal ritrovamento
di reperti romani e dall'antico suffisso -are che
indica un luogo elevato: si trattava probabilmente
di una stazione sulla via Aemilia Scauri, al crocevia
tra le strade per Acqui e per Ceva. Il nome compare
per la prima volta in un documento del 998 in cui
è citato Bugile, il nucleo originario da
cui si svilupperà il paese che appartenne
a Bonifacio del Vasto, ai Del Carretto di Savona,
ai marchesi di Finale, quindi alla Spagna e a Genova.
Nel 1666 la costruzione della Berretta, strada di
collegamento tra il finalese e le province spagnole
del milanese, privò Carcare del suo ruolo
fondamentale di collegamento. Del castello cinquecentesco
sono rimaste poche rovine. La parrocchiale di San
Giovanni Battista, che ha poco più di cent'anni,
custodisce un crocifisso del Maragliano, una statua
della Vergine di Antonio Brilla e diverse tele di
Tammar Luxoro. A Carcare nacque lo scrittore Anton
Giulio Barrili (1836-1908), la cui casa ospita oggi
il museo, la biblioteca e il centro di studi dove
sono conservati i carteggi dello scrittore con politici
e uomini di cultura del suo tempo. In quegli stessi
anni, quando il piccolo centro era già una
nota località di villeggiatura, fiorì
una corrente pittorica nota come "scuola grigia".
Carcare è stata insignita del titolo di "città
calasanziana" perché nel 1621 fu aperto
qui il primo collegio fuori Roma dei padri scolopi.
A fianco c'è la chiesa di Sant'Antonio che
ospita una biblioteca e il museo ighiniano di scienze
naturali. I tartufi e il vino Dolcetto sono le specialità
locali.