Edifici religiosi. In Liguria non c'è paese, frazione,
località che non abbia la sua chiesa.
Gli edifici religiosi sono un grande patrimonio
territoriale, impareggiabile per continuità,
ricchezza e valore storico, artistico e naturalistico:
spesso i santuari e le piccole chiese sorgono nei
luoghi più belli e panoramici e sono compresi
in molti itinerari escursionistici.
Sono centotrenta i santuari liguri sparsi su tutto
il territorio: nati per onorare eventi miracolosi
o apparizioni mariane, sono da sempre oggetto di
grande cura e attenzione da parte delle comunità
locali. Luoghi di preghiera da custodire gelosamente
nel corso dei secoli, i santuari sono stati in alcuni
casi, come nelle Cinque Terre, anche luoghi di rifugio
durante le incursioni saracene.
Le numerose architetture religiose sono anche testimonianza
dell'opera dei movimenti monastici che nell'alto
medioevo contribuirono notevolmente all'affermazione
del cristianesimo e alla diffusione dell'agricoltura,
soprattutto nell'entroterra. Le abbazie del Borzone
e di San Pietro in Varatella, la badia del Tiglieto
e altre furono a capo di vasti possedimenti, godendo
per lungo tempo della protezione imperiale; piccoli
conventi e romitaggi furono costruiti anche sulle
isole. Sulle vie percorse dai pellegrini in cammino
verso Roma o Santiago di Compostela sorsero invece
molti "hospitali" per il pernottamento
e il ristoro.
In Liguria molti anche gli edifici sacri di origine
altomedievale e medievale, in stile romanico e gotico
che recano i segni inconfondibili dell'attività
di maestranze lombarde; tuttavia l'architettura
sacra conobbe la sua massima diffusione dopo il
concilio di Trento. Questo evento epocale incoraggiò
le chiese locali a rivedere negli edifici parrocchiali
la struttura, la divisione degli spazi interni e
il corredo artistico, per rispondere meglio alle
nuove esigenze liturgiche. Ma la vera innovazione,
con interpretazioni dello spazio più dinamiche
e articolate, avvenne più tardi tra il XVII
e il XVIII secolo.