Archeologia. In Liguria sono numerose le testimonianze
di civiltà e culture che hanno lasciato traccia
sul territorio, dalla preistoria all'alto medioevo.
Se nelle grotte dei Balzi Rossi a Ventimiglia si
conservano graffiti del paleolitico superiore, in
gran parte del Ponente è certa la presenza
dell'uomo di Neanderthal. Siti di eccezionale rilevanza
scientifica sono anche le grotte di Toirano (caverne
della Bàsura e del Colombo), quelle del Finalese
e la caverna della Madonna dell'Arma a Bussana di
Sanremo. Segni di frequentazione umana tra paleolitico
e neolitico anche in val Pennavaira, nell'isola
Palmaria (grotta dei Colombi) e nella zona dei Balzi
Rossi, abitata anche in età romana.
Della civiltà preromana dei Liguri che,
divisi in tribù occupavano tutto il territorio,
rimangono resti di numerosi "castellari",
luoghi fortificati in posizione dominante sulle
alture per il controllo di litorali, valli, e foci
dei fiumi.
I Romani, sconfitte con difficoltà le resistenze
dei Liguri, irriducibili soprattutto sulle zone
montane, assorbirono i loro villaggi nei nuovi insediamenti.
L'unità territoriale e gli scambi commerciali
- resi possibili e aiutati dalla costruzione delle
strade Aurelia e Julia Augusta sulla costa, Postumia
e Aemilia Scauri verso l'interno - favorì
la nascita di grandi centri costieri di cui rimangono
importanti testimonianze negli scavi di Albenga,
Ventimiglia e Luni.
Portata alla luce nel 1877, l'area archeologica
di Ventimiglia, con la città romana, si vede
dal viadotto ferroviario. Da qui si distinguono
la struttura del teatro costruito in pietra della
Turbìa con due porte laterali d'accesso,
e tracce di strade e abitazioni. Uno dei reperti
più interessanti è il frammento di
mosaico con Arione, appartenente all'antico complesso
termale.
In età imperiale la borghesia costruì
numerose residenze estive in Liguria: se ne trovano
resti nello spezzino - le ville di Bocca di Magra
e del Varignano - nei pressi di Bussana, sul tracciato
della via Julia Augusta, e in molte altre località
del Ponente.
A Loano, sulla via Aurelia in direzione di Borghetto
Santo Spirito, è tuttora visibile il tracciato
della Julia Augusta di cui il cosiddetto Pontasso,
realizzato in "opus sectum" (piccoli conci
di pietra) è il resto più cospicuo.
In provincia di Savona, ad Albisola Superiore vicino
alla stazione ferroviaria, si trovano gli scavi
dell'antica Alba Docilia; resta traccia tra Albenga
ed Alassio della strada romana che, tra ulivi e
vegetazione mediterranea a mezza costa, univa i
due centri.
Lo scavo archeologico più esteso della regione
è in provincia della Spezia, a Luni. L'antica
"Lunae", importante città commerciale
romana che un tempo si affacciava sul mare a poca
distanza dalla foce del Magra - oggi è a
due chilometri dal lido a causa dell'interramento
del porto. Plinio e Marziale la ricordano per i
vini e i formaggi, mentre Strabone narra dei grossi
tronchi che dall'Appennino venivano fatti scendere
a valle sfruttando la corrente del Magra. La merce
pregiata che diede prosperità e ricchezza
a Luni fu soprattutto il marmo delle Apuane, usato
in tutto il mondo romano.
Del periodo medievale rimangono le fortificazioni
dell'entroterra dov'è facile imbattersi in
ruderi e vestigia di torri, mura e castelli.
Le chiese, al contrario delle opere difensive, sono
state abbandonate solo in rari casi: se le esigenze
di difesa potevano venire meno per il mutare delle
condizioni sociali e politiche, i luoghi di culto
sono stati quasi sempre ristrutturati e ampliati.
Le chiese più antiche, inoltre, sono sorte
su aree sacre preesistenti, come nel caso della
chiesa di San Pietro a Portovenere e della cattedrale
di Brugnato: qui, sotto le fondamenta, c'è
una necropoli ligure.