I
castelliProvincia di Matera.
Bernalda: il castello del 1470 appare un po' tozzo
ma tipico di quell'epoca. A erigerlo fu Bernardino
de Bernardo - fondatore del paese - segretario della
corte aragonese che con il castello fortificato dette
il via alla costruzione di Bernalda che da lui prese
il nome. Alcune fonti, comunque, dicono che il castello
esisteva già con i Normanni; in più
la base tronco-conica di una delle torri cilindriche
induce a pensare che la costruzione sia invece angioina.
In ogni caso esistono rimaneggiamenti e stratificazioni.
Ferrandina: castello di Uggiano, fortificazione militare
bizantina risalente ai primi del IX secolo, preso
e ricostruito dai Normanni agli inizi dell'XI secolo,
divenne residenza signorile per la trasformazione
operata da Jacopus de Astiliano nella prima metà
del XIV secolo; fu distrutto dal terremoto nel 1456.
Irsina: il vecchio castello di Montepeloso (antico
nome) era d'impianto normanno rimaneggiato in seguito
da Federico di Svevia nel 1228. Oggi appare nell'aspetto
cinquecentesco, diventato convento di S. Francesco.
La cripta è stata ricavata dal fondo di una
torre quadrangolare del castello del 1100.
Matera: verso i primi del 1500 fu costruito il castello
Tramontano dal nome del feudatario a cui la città
era stata data da Ferdinando II. L'edificio domina
la valle del fiume Bradano e presenta due torri cilindriche
intervallate da un enorme torrione circolare. La forma
è abbastanza rara all'epoca e ciò dipende
dal fatto che il feudatario imitò il Maschio
angioino di Napoli ma non fece in tempo a finirlo
poiché fu ucciso, probabilmente perché,
proprietario della salina di Manfredonia e di un deposito
cerealicolo a Barletta, dava ombra ai ricchi locali.
Il curioso è che intorno al castello incompiuto
oggi si stendono i nuovi rioni residenziali.
Miglionico: il paese appare definito dalla gran mole
del castello. Detto del “Malconsiglio”,
vi congiurarono i baroni contro il re di Napoli Ferdinando
I d'Aragona nel 1481. Fu anche feudo di Ettore Fieramosca.
Fu costruito dai Normanni nell'XI secolo e si scorge
il loro stile nelle torri quadrate laterali; le torri
cilindriche sono più tarde. All'interno appare
rimaneggiato e diviso ma il fascino di questo castello
possente, stabile e minaccioso, resta immutato.
Nova Siri: allo scalo, vicino al mare, bella la Torre
Bollita, 1300.
San Mauro Forte: resta soltanto il mastio normanno
rimaneggiato nel 1400 e la torre con beccatelli a
triplice mensola, una delle più conservate
della regione.
Scanzano Jonico: piccolo ma davvero diverso dagli
altri paesi, conserva il centro antico raccolto attorno
al “Palazzaccio”, edificio padronale del
1700, considerato dagli abitanti il castello.
Tricarico: sola superstite è la torre, altissima
(30 metri e più) e cilindrica. Essa riporta
ai caratteri morfologici dell'abitato difensivo tipico
degli Angioini.
Valsinni: e concludiamo con il più dolce e
il più poetico dei castelli. Lo si vede da
ogni lato e da molti chilometri di distanza. Oggi
appare di aspetto aragonese e la sua proprietaria
più illustre è stata la poetessa Isabella
Morra di Valsinni (1520-1545). Ma si sa che esisteva
già in epoca medievale.